Tutti a casa in smartworking, e aumenta il mal di schiena

Il lockdown ci ha tenuto forzatamente a casa e, oltre a preoccupazioni e stress, ci ha spesso regalato un gran mal di schiena. Lo mostra un’indagine appena presentata da Assosalute, condotta su 1000 cittadini italiani, intervistati durante il periodo del lockdown per il coronavirus. Se già prima dell’emergenza Covid-19 circa 3 italiani su 4 soffrivano di dolori posturali, nel periodo in cui siamo stati confinati in casa quasi una persona su due dichiara che questi disturbi sono peggiorati. Le cause? L’aumentata sedentarietà e le posture spesso scorrette assunte mentre si lavora o mentre si passa il tempo davanti al pc. Ecco i problemi della schiena più diffusi e come affrontarli.

Schiena, i dolori più frequenti

I tre sintomi più diffusi sono: in pole position il mal di schiena, seguito da dolori al collo e dolori alle articolazioni inferiori. Il 40% degli intervistati ha dichiarato che durante il lockdown l’intensità del dolore è aumentata, per il 47% è rimasta la stessa e solo per il 13% i problemi si sono attenuati. Fra smart working, faccende domestiche e cura dei figli in assenza delle lezioni scolastiche, il carico per molti è aumentato. E anche posizioni improbabili (come quella nell’immagine) e movimenti scorretti possono aver contribuito ad accentuare dolori lombari, cervicalgie, dolore alla spalla, al ginocchio o anche alle braccia e alle spalle.

Mal di schiena, le cause

Per il 44% dei partecipanti le cause del peggioramento sono da rintracciare in una maggiore sedentarietà, per il 34% nelle posture scorrette e per il 24% nell’aumento di peso associato alla quarantena. “Non bisogna dimenticare”, sottolinea Roberto Pozzoni, responsabile del Centro di traumatologia dello sport dell’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, “che durante il lockdown, stando sempre a casa spesso abbiamo iniziato a praticare attività fisica fai da te. Una scelta non sempre salutare, soprattutto per chi non è abituato: in certi casi sono proprio i movimenti scorretti o l’intensità eccessiva a causare il mal di schiena”. Al contrario, l’esperto non ritiene che un aumento di peso di qualche chilo possa aver avuto un ruolo importante.

Una postura corretta, i consigli

Per porre rimedio può essere utile, prima di ricorrere ai farmaci, assumere dei comportamenti che migliorano la salute della schiena. “Se si trascorrono molte ore seduti, magari davanti allo schermo del pc”, aggiunge Pozzoni, “è bene alzarsi frequentemente, fare qualche passo e magari fare un po’ di stretching per il collo e le braccia”. Quando si sta seduti, poi, è bene sforzarsi di assumere la postura che minimizza il rischio di dolori. “I piedi devono essere poggiati a terra, il ginocchio deve formare un angolo di 90°, come anche il bacino, che non deve scivolare sulla sedia”, chiarisce l’esperto. “Gli avambracci devono stare sul tavolo e il gomito dovrebbe formare un angolo di 90-100°. Inoltre il collo non deve essere iperesteso o iperflesso: per assicurarci che la posizione sia corretta bisogna far sì che lo sguardo cada sulla parte superiore dello schermo”.

Se il mal di schiena non passa

Molti italiani, il 42%, hanno dichiarato di aver preferito farmaci di automedicazione, mentre soltanto il 38% ha contattato il proprio medico e il 7.6% ha chiesto al farmacista. “I farmaci di automedicazione possono essere utili, soprattutto in un periodo, come quello del lockdown, in cui era più complicato rivolgersi agli esperti”, conclude Pozzoni. “Tuttavia, se i dolori peggiorano oppure se dopo 2-3 giorni non ci sono stati benefici dall’uso dei medicinali bisogna chiamare il medico”.

Immagine: StartupStockPhotos via Pixabay 

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