Squid Game, attenzione all’effetto su bambini e ragazzi

Squid Game è la nuova serie televisiva sudcoreana di enorme successo in tutto il mondo. Ma rappresenta allo stesso tempo l’ennesimo problema che si abbatte sulla psiche di bambini e ragazzi rappresentando un cattivo esempio da non seguire nella maniera più assoluta.

 

Giochi di infanzia rivisti alla Squid Game

È stato lanciato un vero e proprio allarme collegato ai giochi violenti in Stile Squid Game e non è accaduto negli Stati Uniti e in Corea, dove comunque il fenomeno sta avendo il suo effetto, ma nel nostro paese e più in particolare in Piemonte, dove questo approccio al gioco sembra essere diventato virale, soprattutto tra i più piccoli dove alcuni giochi tipici dell’infanzia sono stati rivisti in linea con la serie televisiva e hanno spiazzato a tal punto genitori e insegnanti che la Fondazione Carolina, Onlus dedicata a Carolina Picchio, la prima vittima acclarata di cyberbullismo in Italia, ha dato vita su Change.org a una petizione con destinatario la  Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, affinché si possa tentare di arginare il fenomeno.

Come viene spiegato dalla Onlus non si tratta di voler chiamare la censura sul telefilm quanto dare vita a una azione concreta onde evitare che i ragazzini trascendano dato che quel che è stato riportato finora appare essere di già preoccupante. L’esempio riportato è ciò che è accaduto a una classe di terza elementare dell’Ic Duca d’Aosta di Torino, la quale è stata sorpresa a giocare in cortile a un due tre stella in una versione alla Squid Game per l’appunto: chi perde viene eliminato con il gesto dello sparo o con uno schiaffo. Ha commentato la preside dell’Istituto con i media:

Le maestre si sono accorte che quel gioco non era normale e sono intervenute. Si sono fatte spiegare la storia dai bambini e hanno scritto ai rappresentanti di classe invitando le famiglie a prestare più attenzione a quel che guardano i figli fuori da scuola.

Diversi casi presso scuole di ogni grado

Purtroppo non è un semplice caso isolato e già solo prendendo in considerazione il solo Piemonte, si è avuto notizia che in una scuola primaria del torinese degli alunni costringevano i loro compagni a giocare a ddakji, la sfida coreana che consiste nel ribaltare un cartoncino ripiegato lanciandone un altro dall’alto in basso.  E proprio come accade nella serie, chi ha perso ha ricevuto uno schiaffo. In una scuola media della provincia di Alessandria addirittura si è arrivati a svuotare dalle finestre gli zaini di chi non voleva partecipare al gioco.

È necessario fare qualcosa e farlo in fretta, a partire dal non consentire la visione di Squid Game fino ad arrivare a collaborare con i genitori affinché educhino i propri figli in modo corretto in relazione a quel che hanno visto. In un’intervista a FQMagazine Anna Oliverio Ferraris, ordinario di Psicologia dello sviluppo dell’università La Sapienza di Roma, aveva dichiarato a riguardo:

Non so se vietare un programma inzeppato di scene di violenza sia vera e propria censura, mi sembra piuttosto una misura contro l’istigazione alla violenza, considerata anche la tendenza che molti ragazzini hanno di imitare ciò che, rivolto a loro, viene mostrato sugli schermi come ‘divertimento.

Come darle torto?

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