No Women No Panel, la campagna per sostenere la voce delle donne

No Women No Panel Senza Donne non se ne Parla. Così si chiama la nuova campagna ideata dalla Commissione Europea, in particolare dalla commissaria europea Mariya Gabriel, per sostenere il talento e la professionalità delle donne. La campagna, partita nel 2018, e poi rilanciata nel 2020 da Rai Radio 1, è da oggi patrocinata dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). L’obiettivo è sensibilizzare tutti verso l’essenzialità di avere lo stesso numero di voci maschili e femminili nell’ambito di dibattiti ed eventi pubblici. Un equilibrio di genere che ancora non c’è. Questa disparità si va a sommare alle altre già presenti – dalla minore presenza di donne nella scienza (e non solo) agli stipendi più bassi a parità di qualifica e ruolo. L’ASI rilancia il messaggio nuovamente, oggi, in occasione dell’8 marzo. E ricorda che la nuova campagna ci insegna come combattere questa disparità di genere anche nel quotidiano.

Logo della campagna No Women No panel

Senza donne non se ne parla: un esempio pratico

“Mi impegno a partecipare solo a eventi pubblici in cui le donne sono equamente rappresentate”, ha detto Mariya Gabriel nell’intervista a Rai Radio 1. “Quando spieghiamo agli organizzatori perché declino l’invito, solo poche ore dopo, riceviamo un nuovo programma con molte più donne esperte”. Questa semplice strategia adottata dalla commissaria europea, dunque, dovrebbe essere d’esempio per tutti: a volte può bastare non continuare ad accettare scene viste e riviste e dire di no esponendo le proprie ragioni. Questo è importante perché il rischio è quello di restituire una fotografia che non corrisponde alla realtà attuale. Un’equilibrata presenza dei due generi favorisce il confronto e una rappresentazione dei vari punti di vista. “Inoltre”, aggiunge Gabriel, “le donne diventano esempi dei possibili percorsi di carriera per le nuove generazioni”. Qui il messaggio di Mariya Gabriel in occasione dell’8 marzo 2021.

E tutti possiamo fare la differenza: non solo donne ma anche gli uomini possono e devono sentirsi liberi di chiedere equilibrio fra i generi. “Sono anche sempre di più gli uomini che dicono no e declinano l’invito”, si legge nel manifesto della campagna. “È il momento di insistere”.

Far conoscere le esperte

La campagna è ispirata a The Brussels Binder, un altro progetto nato nel 2015 in maniera del tutto informale, per iniziativa di una rete di donne a Bruxelles. Visto il successo di questo network, il progetto è stato poi supportato da istituzioni come la Commissione Europea, il Parlamento Europeo, il Consiglio Europeo e la Nato. E questa è un’altra prova che qualcosa possiamo fare e di come tutti i cittadini e le cittadine possono far sentire la loro voce.

Il network fornisce un database con profili di donne europee specializzate in varie discipline. In questo modo facilita la circolazione delle informazioni ed è più semplice individuare un’esperta da invitare a un convegno. Già perché spesso, a causa della minore presenza in diversi settori e della ridotta visibilità delle donne, non si conoscono nemmeno voci femminili che potrebbero intervenire a un determinato evento.

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