Acqua nelle profondità di Venere. L’ipotesi degli scienziati

Il liquido potrebbe ”nascondersi” nel mantello del pianeta, catturato durante la fase di formazione del pianeta.

Considerato come uno dei pianeti più inospitali del nostro Sistema Solare, Venere è avvolto da un’atmosfera molto densa, composta da sostanze tossiche con nubi gialle di acido solforico e anidride carbonica che intrappolano il calore sottostante ed aumentano costante la pressione atmosferica. Insomma un luogo inospitale per la vita e naturalmente per la presenza di acqua allo stato liquido. Ma, secondo una nuova ricerca, bacini di acqua liquida potrebbero essere ospitato nel mantello, in grado di fuoriuscire come vapore acqueo se solo potessimo teoricamente creare un’apertura nella crosta.

Acqua nelle profondità di Venere. L’ipotesi degli scienziati

Secondo lo studio, una significativa porzione di acqua si deposita all’interno dei pianeti rocciosi durante la loro prima fase di formazione, quando i corpi celesti attraversano la cosiddetta “fase oceanica magmatica“, ovvero quando sono ricoperti di un vasto oceano di magna. In questo stato l’acqua interna contenuta all’interno potrebbe fuoriuscire solo su scale temporali geologiche molto graduali. “In pratica, l’elevata solubilità dell’H2O negli oceani di magma può consentire la presenza di acqua durante la fase tumultuosa della formazione del pianeta”, hanno spiegato gli autori nel loro studio. Questo non significa che gli oceani si formeranno, in futuro, su Venere nonostante la presenza di acqua nelle profondità del pianeta. È chiaro, però, che i corpi celesti rocciosi, tra cui la Terra, possono trattenere il liquido negli strati inferiori della crosta per molto tempo. Tutto ciò mentre le condizioni superficiali del pianeta sono in grado di annientare qualsiasi essere vivente in pochi secondi, come accade su Venere.

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