Nelle chiare e limpide acque di Venezia, ai tempi del lockdown

Capre, talpe, cinghiali, persino un puma. Se nelle città in giro per il mondo durante il lockdown sono stati per lo più gli animali a quattro zampe ad aver fatto notizia, con avvistamenti quanto mai insoliti, a Venezia le sorprese non potevano arrivare che dall’acqua. Nei giorni scorsi ha fatto così il giro del web un video che mostrava una medusa danzare nelle insolite acque cristalline della città. E trasparenti, in maniera anomala, lo sono state davvero. A quanto pare per motivi diversi: meno traffico, meno attività antropiche e turismo sì, ma anche meno precipitazioni e venti ridotti hanno aiutato a ripulire le acque della città.

Le immagini delle acque di Venezia dallo spazio

Le immagini d’altronde parlano chiaro. Quelle catturate grazie al satellite Sentinel-2 della missione Copernicus dell’Esa e appena diffuse dal Cnr – che ha messo insieme la lista dei fattori, oltre il lockdown, che hanno cambiato l’aspetto delle acque a Venezia – mostrano nettamente la differenza tra il prima e il dopo. A febbraio le acque erano piene di traghetti, a marzo, in piena chiusura, le loro scie erano quasi scomparse. Sia intorno alla città che “nelle direttrici più critiche all’interno della Laguna, come ad esempio i canali che collegano Venezia con l’aeroporto e le isole minori”, ha spiegato Federica Braga del Cnr-Ismar, che con alcuni colleghi sulle pagine di Science of Total Environment illustra il fenomeno.

Febbraio, a sinistra, e marzo, in pieno lockdown, a destra (Credits: progetto Copernicus)

Ma come spiegano gli scienziati il lockdown non ha fatto tutto da solo. A schiarire le acque della laguna sono stati anche altri fattori, come l’assenza di vento. Un’atra immagine satellitare mostra infatti che sì, le acque sono più calme durante le chiusure (al centro, nell’immagine che segue), ma il merito è stato anche del vento: quando soffia infatti le acque tornano turbide (come mostrato nel riquadro a destra). In alcuni casi invece la torbidità è rimasta invariata, per la pesca dei molluschi nelle zone in concessione (come mostrato nei riquadri rossi).

(Credits: progetto Copernicus)

Un effetto temporaneo

Ma anche l’assenza di precipitazioni nel bacino scolante, la stagionalità del ciclo di crescita del fitoplancton, insieme agli effetti della riduzione degli scarichi urbani per la diminuzione del turismo, hanno contribuito a rendere così trasparenti le acque di Venezia. Ahinoi in maniera probabilmente solo temporanea, precisano gli scienziati. Chissà a quando la prossima medusa tra canali così limpidi.

Riferimenti: Science of Total Environment, Cnr

Credits immagine di copertina: Ricardo Gomez Angel on Unsplash

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