L’evoluzione della metallurgia: dall’Età del Bronzo all’Età dello Spazio

L’evoluzione della metallurgia: dall’Età del Bronzo all’Età dello Spazio
La creazione di una lega di rame-stagno è stata uno dei progressi più significativi nella storia del mondo. (Anna Kepa/Shutterstock.com)

Gli alluminotermici, presenti in una vasta gamma di prodotti come smartphone e navicelle spaziali, rappresentano l’evoluzione di una tradizione metallurgica antica che affonda le radici nell’Età del Bronzo, quando furono creati i primi composti metallici. L’estrazione e la lavorazione dei metalli costituiscono oggi un’industria massiccia, ma i nostri antenati preistorici, con pochi strumenti di pietra e rudimentali fuochi, furono i primi a manipolare questi materiali lucenti.

All’inizio, i metalli disponibili erano quelli in forma nativa, trovati come pepite vere e proprie e non mescolati ad altri elementi nelle rocce. Pertanto, non richiedevano estrazione, ma potevano essere ottenuti attraverso setacciatura nei fiumi o scavo di base. I manufatti in rame più antichi risalgono a circa 8.000 anni fa, mentre quelli in oro comparvero nel registro archeologico qualche millennio dopo. La tecnologia per estrarre il ferro terrestre era ancora lontana, ma gli antichi Egizi riuscirono a produrre oggetti in ferro meteorico, come la lama trovata nella tomba di Tutankhamon.

Intorno a 5.000 anni fa, con l’avvento della fusione, gli esseri umani uscirono dall’Età della Pietra e entrarono nell’Età del Rame. Questo processo consisteva nel riscaldare i minerali di rame in crogioli di pietra o ceramica per separare il metallo dalle impurità. Anche se non si conosce il primo metodo utilizzato, è probabile che l’aria venisse fatta passare attraverso bastoncini cavi per aumentare la temperatura della fornace e rilasciare il metallo fuso.

Il rame, un metallo facilmente lavorabile, consentì la creazione di attrezzi e armi superiori a quelli in pietra. Mescolandolo con lo stagno, si ottenne il bronzo, una lega più dura e con un punto di fusione più basso, facilitando il processo di colata. L’uso diffuso del bronzo intorno al 3000 a.C. segnò l’inizio dell’Età del Bronzo, con la sperimentazione di diverse leghe aggiungendo zinco e altri metalli.

Questo processo di creazione di nuove leghe non si è mai interrotto, dando origine a materiali con svariate applicazioni futuristiche. Così come le leghe moderne ci spingono verso l’Età dello Spazio, i progressi tecnologici dell’Età del Bronzo hanno favorito l’espansione delle civiltà antiche più potenti.

L’Età del Ferro ebbe inizio quando le persone impararono a fondere il ferro dalle rocce, producendo un materiale ancora più utile e aprendo una nuova era. Inizialmente, i focolari antichi non raggiungevano temperature sufficienti per fondere il ferro, quindi i primi fabbri dovevano accontentarsi del ferro lavorato, separandolo dalla scoria risultante dalla fusione.

Intorno al 300 a.C., i metallurgici cinesi inventarono un mantice che consentiva di creare fuochi abbastanza caldi da fondere il ferro. Anche se il ferro non era così duro come il bronzo, era più economico da produrre e, successivamente, fu utilizzato per creare l’acciaio, diventando uno dei materiali più essenziali dell’età moderna.

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