Il Turco Meccanico: Il Segreto di un’Antica Illusione

Il Turco Meccanico: Il Segreto di un’Antica Illusione
Il mobile aveva abbastanza spazio per un giocatore di scacchi all’interno. (John Overholt/Flickr (CC BY-SA 2.0))

Nel 1997, il supercomputer Deep Blue di IBM ha segnato un momento epocale nell’intelligenza artificiale (IA) battendo il campione del mondo di scacchi Garry Kasparov. Nonostante Kasparov sia riuscito a pareggiare due partite e a vincerne altre tre, la vittoria di Deep Blue è stata un risultato straordinario per l’IA. Gli scacchi, sebbene meno complessi del Go, sono un gioco con un numero incredibile di possibili mosse. Sconfiggere gli umani con una macchina ha richiesto anni di sviluppo informatico, seguiti da un’intensa fase di apprendimento delle regole e del gioco, come nel caso di AlphaZero di Google.

Nel lontano 1770, Wolfgang von Kempelen presentò al mondo un automa scacchistico che sfidava e batteva gli umani. La macchina, chiamata il Turco Meccanico, era composta da un mobile con ingranaggi e parti meccaniche, una scacchiera sulla sommità e un automa meccanico a orologeria per muovere i pezzi. Von Kempelen, prima dello spettacolo, mostrò che il mobile era vuoto ad eccezione della macchinaria e sollevò i vestiti dell’automa per dimostrare l’assenza di trucchi. Caricò l’automa come un orologio, che iniziò a muovere i pezzi sulla scacchiera, vincendo la sua prima partita e stupendo la corte presente.

L’Imperatrice Maria Teresa d’Austria e altri spettatori rimasero impressionati e soddisfatti del Turco Meccanico. Von Kempelen portò la macchina in tour per l’Europa, giocando contro personaggi famosi dell’epoca come Napoleone Bonaparte, Charles Babbage e Benjamin Franklin, sconfiggendoli tutti. Nonostante i dubbi e le speculazioni sul possibile inganno, nessuno riusciva a svelare il segreto del Turco Meccanico per due decenni.

È stato solo nel 1857 che il figlio dell’ultimo proprietario dell’automa rivelò il trucco: un giocatore di scacchi nascosto all’interno del mobile muoveva i pezzi magnetici corrispondenti alla scacchiera sottostante. Utilizzando un pantografo, il giocatore posizionava il braccio meccanico dell’automa sulla scacchiera e azionava la mano afferrante per eseguire le mosse. In questo modo, il giocatore poteva sfidare e sconfiggere avversari illustri come Benjamin Franklin e Napoleone, dimostrando che il Turco Meccanico non era una macchina, ma un abile giocatore di scacchi nascosto all’interno di un mobile.

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