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Il pelo dei gatti contiene tracce del DNA dei padroni. Importante sulla scena del crimine

pelo gatto
Fonte: Pexels/Kostiantyn Klymovets

I gatti potrebbero essere fondamentali nelle indagini della scientifica su una scena del crimine. È il solito escamotage un po’ forzato di un romanzo giallo? Assolutamente no! Lo dimostra uno studio pubblicato su Forensic Science International, nel quale si afferma che il pelo dei nostri amici felini riesce a catturare residui umani sufficienti per estrarne tracce di DNA e incastrare il colpevole con un notevole colpo di scena!

Grazie ai film thriller ormai sappiamo benissimo che ovunque noi andiamo lasciamo tutt’intorno innumerevoli tracce del nostro DNA, anche e soprattutto inconsapevolmente. Basta appoggiare la mano su un tavolo, prendere un giornale o bere da un bicchiere per lasciarvi impresse le nostre impronte digitali (rilevate con la cosiddetta tecnica del “touch DNA”). Questo, infatti, ci è abbastanza noto. Quello che ignoriamo, invece, è che normalmente perdiamo, senza rendercene conto, anche altri “frammenti” di noi, come capelli o addirittura pelle morta. Se lasciamo tracce del nostro DNA ovunque, allora perché no anche sul gatto?

Per capirlo, il gruppo di ricerca ha reclutato 15 famiglie e 20 gatti in totale; dall’analisi del loro pelo e i confronti con i campioni di materiale genetico dei loro coinquilini umani, è emerso che nell’80% dei gatti (16 su 20) sono state rinvenute tracce di DNA umano, mentre nel 70% ne è stato rilevato sufficientemente per poter comunque individuare il profilo genetico dell’umano corrispondente. In alcuni casi, inoltre, sono stati ritrovati segni di esseri umani non appartenenti al nucleo familiare in cui viveva il gatto studiato, di cui però non si conosce la provenienza.

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