Emergenza varianti FLiRT: impatto e prospettive

Emergenza varianti FLiRT: impatto e prospettive
Il SARS-CoV-2 sta facendo nuovamente mosse – potrebbe arrivare una nuova ondata estiva? (Roman Samborskyi/Shutterstock.com)

Recentemente, è emersa una nuova famiglia di varianti COVID-19 che sembrano destinate a diventare le più diffuse. I dati di sorveglianza provenienti dagli Stati Uniti e dal Regno Unito indicano che le varianti FLiRT, come sono state denominate, stanno confermando queste previsioni. Nei soli sette giorni scorsi, i casi di COVID nel Regno Unito sono aumentati del 21 percento.

Le varianti FLiRT devono il loro nome alle specifiche mutazioni che le distinguono dalle varianti precedenti del virus. In una posizione della proteina spike, un amminoacido contrassegnato con la lettera F viene sostituito con una L, mentre in un’altra posizione una R viene scambiata con una T. Queste varianti sono tutte derivate da JN.1, a sua volta parte del ceppo Omicron, che ha preso il sopravvento sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito all’inizio di quest’anno.

Dati preliminari non ancora pubblicati e condivisi sul server di preprint bioRxiv suggeriscono che le mutazioni aggiuntive acquisite dalle varianti FLiRT potrebbero renderle più resistenti all’immunità precedente da vaccini e infezioni, aumentando la loro capacità di diffondersi nella popolazione.

Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), una variante FLiRT chiamata KP.2 è stata responsabile della maggior parte delle infezioni da COVID-19 negli Stati Uniti, rappresentando il 28,2 percento dei casi nel periodo di due settimane fino all’11 maggio. Questo dato conferma che KP.2 ha superato JN.1, come sospettato.

Al momento, non sono disponibili dati dettagliati sulle varianti COVID-19 predominanti nel Regno Unito, secondo l’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (UKHSA). Tuttavia, i dati di sorveglianza più recenti indicano un aumento del 21,2 percento dei casi di COVID, ipoteticamente attribuibile anche ai sottovarianti di JN.1, tra cui KP.2.

Recentemente, KP.2 è stata individuata anche in Australia e India, sollevando interrogativi sulla sua diffusione globale. Tuttavia, secondo Andy Pekosz, professore di microbiologia molecolare e immunologia alla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, un’infezione con JN.1 dovrebbe offrire una protezione significativa contro le varianti FLiRT. Quindi, se hai già contratto il COVID quest’anno, potresti comunque godere di una certa protezione.

Per quanto riguarda i vaccini, Pekosz suggerisce che i vaccini aggiornati mirati ad altre varianti del ceppo Omicron potrebbero offrire una certa protezione contro KP.2. Tuttavia, test specifici per confermare questa ipotesi non sono ancora stati condotti, e l’efficacia dei vaccini potrebbe diminuire nel tempo.

I CDC raccomandano ai soggetti di età superiore ai 65 anni di ricevere un richiamo nel febbraio 2024 per mantenere alta la protezione contro il COVID-19. Nel Regno Unito, solo determinati gruppi di persone possono prenotare un richiamo primaverile tramite il Servizio sanitario nazionale.

Le mascherine stanno tornando in alcuni contesti sanitari nel Regno Unito, non a causa del COVID, ma a causa di un aumento dei casi di pertosse, un’infezione batterica altamente contagiosa. Alcune cliniche hanno reintrodotto l’obbligo delle mascherine per i pazienti a causa di questa situazione.

Andy Pekosz ritiene che un’onda estiva di COVID sia possibile, ma è improbabile che le varianti FLiRT portino a livelli di infezione e ricoveri simili a quelli visti all’inizio della pandemia. Tuttavia, è fondamentale che le autorità continuino a monitorare da vicino l’evoluzione del virus per proteggere i gruppi vulnerabili.

Links:

L’articolo Emergenza varianti FLiRT: impatto e prospettive sembra essere il primo su Scienze Notizie.

/ 5
Grazie per aver votato!

Scroll to Top