Egitto: 4) Tutankhamon, il re bambino dei misteri.

Cosa sappiamo veramente di questo faraone divenuto così famoso? Pochissimo in realtà. L’unica notizia certa che abbiamo di lui, bisogna ammetterlo, è che morì e venne sepolto.


Contenuto

  1. Introduzione
  2. La nascita
  3. La vita
  4. La morte
  5. Il mistero della sua morte
  6. La maledizione
  7. Genealogia
  8. Akhenaton (il padre)
  9. La nascita di Tutankhamon, figlio di un incesto?
  10. L’eresia di Akhenaton
  11. La morte di Akhenaton
  12. La successione
  13. La tomba
  14. Il tesoro di Tutankhamon
  15. Tre cose da ricordare di Tutankhamon.


Dodicesimo Faraone della XVIII Dinastia, nel cosiddetto periodo Amarniano.

La fama di Tutankhamon è di certo legata alla scoperta della sua tomba, la KV62 della Valle dei Re, praticamente inviolata, avvenuta nel novembre 1922 ad opera della spedizione diretta da Carter e sovvenzionata da George Herbert, quinto Conte di Carnarvon.

La sua maschera d’oro esposta al museo del Cairo è diventata famosa in tutto il mondo.

Fino allora  nessuno poteva giurare che fosse veramente esistito.  Il suo nome non era scritto tra quelli della lista dei re nel tempio di Seti I ad Abydos. Si passava direttamente da Amenothep III a Horemheb. Mentre secondo la lista di Manetone (sacerdote egiziano del III a.c.), dopo Amenothep III, ci furono: Amenothep IV (Akhenaton), Smenkhara , Tutankhamon, Ay, Horemheb.

Ma siamo ben lungi dal dire che sappiamo chi egli fosse veramente, e molti sono gli interrogativi tuttora irrisolti. Molti archeologi e vari studiosi di tutto il mondo si stanno dedicando da anni – in una specie di competizione – a studiare la vera storia di questo Faraone, e così ogni tanto qualcuno ipotizza una nuova teoria sulla sua vita, su quella dei suoi probabili familiari, e sulla sua morte.

Tra i misteri che avvolgono la figura di Tutankhamon i più oscuri erano quelli riguardanti la sua stirpe reale e la sua morte dopo soli nove anni di regno.

Belloccio, quasi dai lineamenti femminili, esile, neanche tanto bene in salute. E soprattutto un bel po’ sfigato. Una sfortuna che lo ha accompagnato durante la sua breve vita e una immagine di lui legata alla maledizione che si è abbattuta dopo la sua morte ai profanatori della sua tomba.

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          LA NASCITA

Per cominciare c’è voluta una recente analisi del genoma per capire chi erano i suoi genitori.

nefertakenor

Secondo la più recente ricostruzione, suo padre fu il faraone Akhenaton che governò dal 1351 al 1334 avanti Cristo. Sfigato anche lui.

Sposò Nefertiti ed ebbe dal matrimonio sei figlie. Solo femmine e nessun maschio. Un vero problema, perché questo non gli consentiva di dare seguito alla sua dinastia in quanto era necessario avere un figlio maschio.

Questo figlio maschio lo ebbe da una moglie minore di nome Kyia.  A lui fu dato il nome di Tutankaton che significa “Immagine vivente di Amon”

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          LA VITA 

Tutankhamon1

Quando il padre Akhenaton morì, Tutankaton che a quell’epoca aveva solo 10 anni, si ritrovò all’improvviso faraone nel 1336 a.C. Voi direte che bella fortuna.  Bastava alzare un dito ed avere tutto quello che poteva desiderare. Ed invece no. Un faraone così giovane ed inesperto, era un bocconcino prelibato. Al giovane re venne affiancato un consiglio di reggenza composto sicuramente da Ay, consigliere del predecessore Akhenaton, Horemhab, capo dell’esercito, nonché da Maya, sovrintendente reale e poi sovraintendete della necropoli reale tebana.

Per la giovane età Tutankaton non poté permettersi di fare molto come faraone. Il popolo composto dalla vecchia nobiltà e dal clero erano contrari alla sua  politica monoteista. Approfittarono della sua giovane età per apportare alcuni cambiamenti tramite il potente gran visir Ay. (come vi avevo detto Ay ci mette il suo zampino) e costringe il faraone Tutankaton a cambiare il proprio nome in Tutankhamon. Non ho letto da nessuna parte quale fosse il motivo.

Il ragazzo, che tuttavia mi fa un po’ di tenerezza, ci prova a fare qualcosa di buono. Sotto la sua supervisione il giovanissimo faraone ripristinò gli antichi culti, riportò la capitale a Tebe.  Poi si sposò.  Prese in moglie la giovanissima sorellastra, figlia del padre e di una concubina: Ankesenamon e governò per qualche anno felicemente.

tronoTutankamón

Sullo schienale del trono di Tutankhamon sono raffigurati il Faraone e la sua moglie Ankhsenamon con ai piedi un solo sandalo. Questo significa come i due giovani si fossero promessi amore eterno nel bene (piede con il sandalo) e nel male (piede nudo). Almeno questo gli fece onore. Ma ahimè non ebbe figli.  In realtà ebbero due figlie femmine, che morirono appena nate a causa di una tara atavica (le due piccole mummie furono ritrovate nella tomba di Tutankhamon)

Una ferita alla coscia, di per sé non mortale, probabilmente provocata da un grave incidente come una caduta dal cocchio compatibile con una lesione a livello toracico, fanno ritenere che infettandosi avrebbe provocato una infezione dell’osso a livello del ginocchio. Forse questo evento  provocò in Tutankhamon problemi di deambulazione visto che sono stati trovati bastoni nella sua tomba.

Ma i guai non sembrano finiti. Sembra che il faraone soffrisse della sindrome di Marfan (eccessiva lunghezza degli arti), o di ginecomastia (eccessivo sviluppo del seno nei maschi), disturbi precedentemente suggeriti dagli oggetti rinvenuti nelle tombe e dalle rappresentazioni artistiche dei faraoni con caratteristiche androgine. E per finire sembra che avesse contratto la malaria. Insomma un ragazzo davvero sfortunato.

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          LA MORTE

tombatutankamon

Tutankhamon governò dal 1341 al 1323 avanti Cristo. Cosa sia accaduto sette, otto anni dopo l’instaurazione del suo regno ancora oggi è materia di studio. Probabilmente il giovane faraone tentò di affrancarsi dalla scomoda tutela del potente Ay, o forse tentò, aiutato da qualche sacerdote fedele al faraone morto, Akhenaton, di ripristinare il culto monoteista. Sta di fatto che Tutankamon muore improvvisamente senza eredi, e viene sepolto in tutta fretta nella Valle dei morti.

 A causa della mancanza di tempo dei suoi familiari e dei sacerdoti a preparare una sepoltura è logico pensare che fu sepolto in una tomba preparata per accogliere un’altra mummia alterando qualche geroglifico, i cartigli,  modificando qualche carattere simbolico e riempiendola di ogni cosa cara al giovane e sfortunato faraone.

Nel suo viaggio verso l’Aldilà, Tutankhamon non fu lasciato solo: nella sua tomba furono trovate altre tre mummie appartenenti forse alle due figlie del faraone e alla moglie Ankhesenamon.  

La morte in così giovane età ha fatto pensare ad un assassinio politico, ad opera di qualche oppositore, o da parte del suo tutore, Ay, o del generale Haremhab, viste le turbolente circostanze politiche e di confusione religiosa del periodo della storia egiziana in cui visse.
Della sua storia si sarebbero perse le tracce se un archeologo, Howard Carter, non si fosse intestardito nel voler cercare una tomba inviolata nella Valle dei Re nel 1922.

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          IL MISTERO DELLA SUA MORTE

Il mistero sulla morte di Tutankamon vive ormai da quasi un secolo.
Sin dal 1922, quando l’archeologo Howard Carter scoprì la sua tomba. Purtroppo, nonostante il sarcofago sia rimasto inviolato, la mummia del faraone è arrivata fino a noi in pessime condizioni. La causa è stata individuata in un’azione di lenta autocombustione dei tessuti cutanei scatenata dagli oli abbondantemente spalmati dagli imbalsamatori sul defunto prima di avvolgerlo nelle bende.

La prima autopsia fu effettuata nel novembre del 1922 ma alterata a causa dei metodi poco ortodossi usati dallo stesso scopritore,  che per estrarlo dal sarcofago usò martello e scalpello, rompendo le ossa, e per sciogliere lo strato di catrame che riempiva il sarcofago e circondava parte del corpo lo espose.

Un’indagine a raggi X del 1968 evidenziò alcune macchie nella nuca, oltre ad un paio di frammenti ossei all’interno del cranio, circostanze che sembravano deporre a favore dell’ipotesi di una morte violenta.

Al momento del decesso, aveva una gamba rotta. Si è pensato ad un incidente che sarebbe avvenuto durante la caccia e gli avrebbe procurato una setticemia (una grave infezione nell’organismo) che gli fu fatale portandolo alla morte nel giro di un mese. A consegnare alla storia il nuovo identikit della morte del celebre faraone egiziano è stato l’atteso test del Dna condotto nel 2005 con tecniche non invasive sulla mummia da ricercatori italiani, tedeschi ed egiziani con  una tomografia assiale computerizzata (CT SCAN o TAC) completa del corpo.

Analisi eseguite nel corso degli anni dalla scoperta della tomba, non ultime analisi del DNA compiute nel 2009, hanno consentito di appurare che il faraone soffriva di diverse malattie, alcune delle quali ereditarie, ma si è ritenuto che a nessuna di esse possa essere imputata la morte. L’esito di tali analisi, pubblicate nel febbraio 2010 sulla rivista statunitense JAMA (Journal of the American Medical Association), oltre a chiarire aspetti legati alla genealogia del Re, hanno diagnosticato che questi era affetto dal male di Kohler, a causa del quale era costretto a camminare appoggiandosi ad un bastone. Ciò giustificherebbe, peraltro, la presenza nella KV62 di 130 di tali oggetti le cui condizioni fanno intendere che si tratti di strumenti di deambulazione effettivamente usati e non di semplice corredo.

Nel corpo di Tutankhamon è inoltre stata rilevata la presenza del parassita della malaria in forma grave, come suffragato anche dalla presenza di piante con proprietà analgesiche ed antipiretiche nella tomba stessa.

La novità che ha attirato l’attenzione degli studiosi è la ferita alla coscia, appena sopra il ginocchio,  che infettandosi avrebbe provocato un’infezione dell’osso a livello del ginocchio. Quest’infezione si sarebbe estesa a tutto l’organismo, malgrado le cure, e lo avrebbe minato fino alla morte per setticemia, e ciò spiegherebbe anche la ricalcificazione cranica.

Gli esperti hanno ipotizzato che il giovane re sia sopravvissuto da uno a cinque giorni dopo aver subito la ferita.

L’esame del genoma di Tutankhamon ha anche finalmente definito la sua linea ereditaria: Akhenaton, il faraone che trasformò radicalmente la religione dell’antico Egitto e che governò dal 1351 al 1334 avanti Cristo, era suo padre e sua sorella era la madre. Inoltre i due feti ritrovati nella tomba del faraone sarebbero veramente suoi figli: due bimbe morte subito dopo la nascita. Questa dinastia, che si snoda sulle rive del Nilo dal 1.550 al 1.295 AC cessò di colpo.

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          LA MALEDIZIONE

La maledizione della tomba verso i suoi profanatori non si fece attendere molto.

– Al ritorno in patria muore il canarino che li aveva guidati attraverso i labirinti della tomba del Faraone; morto mangiato da un cobra!

– Poco dopo la citta’ del Cairo fu colpita da un blackout che fu subito attribuito alla vendetta del faraone.

– L’anno dopo Carnarvon che ruppe il sigillo di accesso della stanza del sarcofago morì a causa dell’infezione scatenata da una puntura di zanzara sulla sua guancia sinistra, lo stesso posto di una delle ferite del faraone Tutankhamon. La morte di Carnarvon era stata predetta dal chiaroveggente dell’high society, il conte Louis le Warner Hamon, le cui profezie sui suoi clienti piu’ famosi, wusli il primo ministro Arthur Balfour, Oscar Wilde, Kitchener e Shackleton , si erano dimostrate esatte in maniera preoccupante.

– A distanza di pochi anni ben undici tra le persone coinvolte nella scoperta erano scomparse per cause non naturali o per morte prematura.

– Sir Douglas Reid, il radiologo dell’equipe che realizzò le lastre della mummia nell’interno dell’ipogeo, morì dopo due mesi senza alcun motivo apparente.
– Audrey Herbert, presente al momento della rottura della parete della cripta, cadde fulminato nella sua stanza quando si preparava per fare un bagno. – Arthur Mace, l’aiutante di Carnavon , morì pure lui bruscamente nella stanza del suo hotel in El Cairo.

– Bethel, segretaria di Howard Carter, morì per un attacco di cuore e suo padre, anche gli presente nella tomba, si suicidò non appena apprese la notizia lanciandosi nel vuoto dal settimo piano. Fu quest’ultimo noto egittologo il caso di morte più strano; questi si suicidò dopo aver scritto:”Non posso più sopportare questi orrori e fatico a vedere cosa potrei fare qui di buono, perciò esco di scena.”

– La saga delle morti misteriose continua con Mohamed Ibrahim, direttore di antichità dell’epoca, che tentò di impedire che alcuni oggetti del re viaggiassero per un’esposizione di Parigi. Il governo egiziano obbligò Ibrahim a spedire quegli oggetti e lo stesso giorno della firma di trasferimento, Ibrahim, morì investito.

– Il suo successore, Gamal Mehrez, dichiarò più volte la sua incredulità sulla maledizione :Gamal morì il giorno dopo avere inviato gli oggetti di Tutankhamon ad un’esposizione a Londra.

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         GENEALOGIA TUTANKHAMON

Le origini di Tutankhamon sono tutt’ora fonte di discussione. Infatti  in nessuna rappresentazione grafica è mai presente il figlio maschio di Akhenaton, erede designato, mentre sono sempre presenti le sei figlie del Re e della splendida Regina Nefertiti .

Ma proprio dalla ricostruzione somatica computerizzata sorgono i dubbi della sua appartenenza. I tratti somatici non corrispondo. A chi apparteneva allora quel volto? Al faraone Smenkhara che secondo Manetone succedette ad Akhenaton prima di Tutankhamon? A Nefertiti ? Al faraone della tomba dove fu sepolto in tutta fretta?

Facciamo un passo indietro partendo da Akhenaton, suo padre.

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     Akhenaton.

Figlio dell’unione di Amenhotep III e di Tiye , da cui nacquero 6 figli, quattro femmine e due maschi: Thutmose morto in giovane età, Amenhotep IV (Akhenaton) e quattro figlie: Satamon, Henuttanebu, Isi e Nebetah.
 Amenhotep III ebbe anche un figlio: Smenkhkhara con una moglie secondaria, Sitamon e quindi fratellastro di Akhenaton.
Sembra che la regina Tiye  dopo la morte del marito abbia governato per parecchi anni a causa delle giovani età dei figli.

Solo dopo la morte improvvisa e prematuramente del  fratello maggiore di Akhenaton salì al trono  il figlio minore. Il sovrano Akhenaton scelse come consigliere sua madre Tiye, ma in realtà reggeva lei le redini del comando, la regina Nefertiti “grande sposa reale” scelta probabilmente da lei stessa ed il sacerdote Ay, marito della sua governante.

Di Nefertiti  si sa poco, anche se sembra improbabile che fosse di sangue reale. Alcuni studiosi ritengono che il padre fosse lo stesso Ay (sempre lui).

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La nascita di TutankhatonFiglio di un incesto?

Da Nefertiti Akhenaton ebbe sei figli, tutte femmine dai crani oblunghi. Il figlio maschio lo ebbe da una moglie minore di nome Kyia: Tutankaton (poi Tutankhamon) per l’appunto.

Non tutti sono d’accordo su questa ricostruzione.

Varie sono le teorie sui genitori, una vorrebbe Tutankhamon figlio di Akhenaton e della stessa Nefertiti, ma sarebbe quanto meno strano che, dato anche il realismo dell’Arte amarniana, in nessuna rappresentazione sia mai presente il figlio maschio, erede designato, mentre sono sempre presenti le sei figlie del Re e della splendida Regina (tanto che, dal loro numero, si desume ancor oggi il posizionamento storico di eventi nella parentesi amarniana).

Alcuni vogliono Tutankhaton figlio di Amenhotep III e della Regina Tye (e quindi fratello di Akhenaton).

Un’altra ipotesi vede il giovane principe figlio ancora di Amenhotep III e di una Regina secondaria, probabilmente la principessa Giluheba, o Gilukipa, figlia del re mitannita Shutarna II,  giunta alla corte egizia con un seguito di 317 dame di compagnia ed un’infinità di regali preziosi.

Tra le ipotesi non ha minor valore quella secondo cui Tutankhaton sarebbe figlio di Akhenaton e della propria figlia Maketaton. Un rilievo tombale infatti, in una delle sepolture predisposte ad Akhetaton, mostra il compianto funebre proprio di Maketaton. Dinanzi al catafalco funebre sono riconoscibili le figure di Akhenaton e Nefertiti (quest’ultima riconoscibile per l’alto cappello a cono rovesciato solo da lei indossato –si pensi al famoso busto di Berlino).

Il Dottor Crasto e gli altri studiosi ritengono che Smenkhkara abbia sposato da adolescente la seconda figlia di Akhenaton, Mekataton e che dalla giovanissima principessa, morta di parto, sia nato Tutankhamon. Quindi anche Tuthankamon sarebbe stato soggetto alla terribile sindrome, tant’è che esami radiologici sulla sua mummia hanno evidenziato deformazioni alle vertebre cervicali che gli impedivano o gli rendevano difficoltoso muovere il capo. Insomma:
Il suo aspetto e le tante malattie era probabilmente dovute al fatto che il faraone era figlio di un incesto: nato, cioè, da una relazione tra il padre Akhenaten e la sorella, ossia la zia di Tutankhamon

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L’eresia di Akhenaton

Questo sovrano è passato alla storia come il faraone eretico per il tentativo di sostituire, in conflitto con il potente clero tebano, il dio Amon con una nuova divinità, il dio Aton e per questo fu identificato come “Il faraone che si ribellò agli dei”.

L’eresia di Akhenaton fu un tentativo di recuperare il potere sacrale originariamente detenuto dal sovrano. Per questo ostentava fare sfoggio del cranio rasato dei componenti della sua famiglia che erano oblunghi come quelli degli antichi dèi (effettivamente alcuni lo erano davvero), a dimostrazione della divinità della stirpe di Akhenaton.

Diede ordine di eliminare le immagini e i culti degli altri Dei in tutto l’Egitto (come le ricerche archeologiche ci mostrano), dando così segno di una completa rottura con il politeismo. Lo scontro con il clero di Amon si fece aspro nel 14° anno di regno, ed anche il popolo covava risentimenti nei confronti del sovrano.

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La morte di Akhenaton

Dopo 17 anni di governo, Akhenaton scompare. Tale scomparsa è ancora oggi un mistero. Alcuni pensano vi sia stata una congiura contro di lui anche se è mal supportata dal fatto che vi sono molte perplessità sull’identità del suo successore. Fonti amarniane sembrano citare come immediato successore un Neferneferuaton seguito da Smenkhkhara fratellastro di Akhenaton ed infine da Tutankhamon.

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     LA SUCCESSIONE

Neferneferuaton ? Buio più completo.

Diciamo che ad un certo punto, forse a causa delle turbolenze interne, Nefertiti sparì dalla circolazione. Si parlò di improvvisa morte, ma se così fosse stato a lei il marito Akhenaton dovette fornire una tomba degna di una regina e un bellissimo corredo funerario (che però non furono mai rinvenuta).

Il fatto che Nefertiti non compaia più nelle rappresentazioni della reggia di Akhetaton (dove fu sostituita dalla primogenita Meritaton), ma nel palazzo settentrionale di Akhetaton, lascia intendere che per qualche motivo a noi sconosciuto i due coreggenti abbiano voluto separare le loro residenze. E in quel periodo apparve una misteriosa presenza di un coreggente donna Ankhkheperura Neferneferuaton .

Secondo alcuni studiosi dietro Ankhtkheperura Neferneferuaton si celerebbe la Grande Sposa Reale Nefertiti che aveva già usato l’epiteto Ankhperure Neferneferuaton, secondo altri si tratterebbe invece della figlia di Akhenaton Merit-Amon, che già negli ultimi anni di regno del padre aveva preso il posto di Nefertiti, forse caduta in disgrazia, nelle cerimonie ufficiali.

Di Smenkhkhara si sa ben poco.  Le fonti classiche lo vogliono figlio di Amenhotep III con una moglie secondaria, Sitamon e quindi fratellastro di Akhenaton.

Il dott. Castro e i suoi collaboratori sostengono (in contro tendenza) che Nefertiti, al momento del “matrimonio” era già incinta ed avrebbe dato alla luce Smenkhkara, nato nel primo anno di coreggenza con Akhenaton con la grave malattia, la Sindrome di Marfan, ereditata dalla madre. Smenkhkara sarebbe morto, secondo questa ipotesi, proprio a causa della Sindrome, ad un’età di circa 17-18 anni.

Il regno di Smenkhkhara non dovrebbe essere durato più di tre anni, così come morì poco dopo anche la giovane moglie Meritaton, figlia di Akhenaton e di Nefertiti.
 

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LA TOMBA

La tomba di Tutankhamon si trova nella Valle dei Re il luogo, in Egitto, in cui ci sono molte altre tombe faraoniche. Questa, però, era ben nascosta e si è sottratta per millenni. La sua fama è dovuta proprio al fatto che la sua tomba venne ritrovata, nel 1922, praticamente intatta : era piena di oggetti meravigliosi e preziosissimi, cosa straordinaria, visto che le tombe di faraoni scoperte in precedenza erano quasi sempre spoglie, perché le ricchezze una volta contenute erano state derubate nei secoli e disperse.

Ci sono voluti quasi dieci anni, tanto quanto è durato il regno del giovane faraone morto all’età di 18 anni, ma i restauratori hanno finalmente terminato un certosino restauro della tomba di Re Tutankhamon.

Per 3000 anni rimase nascosta in mezzo alle 60 tombe già rinvenute a causa delle scaglie di pietra che la ricoprivano e dalle capanne degli operai.

Tra i 6000 cimeli trovati, vi è la maschera d’oro massiccio, del peso di circa 10 kg, che riproduce il suo viso post-mortem del faraone. Sulla fronte indossa la nemes (copricapo indossato dai sovrani egizi) con l’effige dell’avvoltoio e del cobra, simboli delle dee dell’Alto e Basso Egitto, mentre gli occhi sono realizzati in quarzo e ossidiana, cerchiati di lapislazzuli e sormontati da sopracciglia dello stesso materiale.

L’interno della maschera reca iscrizioni in geroglifico del “Libro dei Morti”.

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Il tesoro di Tutankhamon

La camera sepolcrale del faraone adolescente Tutankhamon fu scoperta nella Valle dei Re nel 1922

La maschera fu rimossa dalla tomba nel dicembre del 1925, imballata e trasportata per 635 chilometri fino al Museo egizio del Cairo, dove è in esposizione permanente.
La maschera è alta 54 centimetri, larga 39,3 centimetri e profonda 49 centimetri. È costituita da due strati d’oro di alta caratura, varianti nello spessore dai 1,5 ai 3 millimetri, per un peso di 10,23 chilogrammi.

Il viso rappresenta un’immagine standardizzata del faraone, che gli archeologi individuarono anche in altri punti della tomba, soprattutto nelle due statue di guardiani a grandezza naturale che presidiavano l’accesso alla camera funeraria. Nell’oro che costituisce l’oggetto sono incastonati vetri colorati e gemme, fra cui lapislazzuli (il contorno degli occhi e le sopracciglia), quarzo (gli occhi), ossidiana (le pupille), e faience (incastonati nel pettorale)

Nella tomba di Tutankhamon vennero ritrovate delle scatole ovoidali dipinte di bianco e impilate sotto uno dei letti funerari del faraone: contenevano cibo per alimentare l’anima del giovane re nell’aldilà.

Un altro elemento che non poteva mancare nel corredo funerario erano gli ushebtis, statuette che rappresentavano i servi magici che avrebbero continuato a servire il faraone anche dopo la morte svolgendo i loro compiti quotidiani.

Avevano la stessa funzione di altri utensili che i faraoni consideravano necessari per poter vivere in maniera confortevole nel Campi Iaru, il paradiso degli egizi: secondo le loro credenze religiose il faraone, dopo la morte, avrebbe dovuto continuare a espletare le sue necessità basiche.

Una di queste era vestirsi: per questo nella tomba di Tutankhamon sono stati rinvenuti numerosi indumenti di lino: tuniche, camicie, gonne, perizomi o guanti.
Per bere il faraone aveva a sua disposizione anfore di vino, ognuna con un’etichetta che indicava il raccolto, il tipo, il vigneto e finanche il nome della persona responsabile. 
Riguardo al cibo, Tutankhamon disponeva di alimenti basilari – pane, aglio, cipolle, legumi – e finanche piatti preparati.

C’era poi un gruppo di oggetti del corredo funerario di Tutankhamon che lo mettono in relazione con la sua condizione di faraone.

Nella tomba di Tutankhamon c’erano pure diversi scettri heka (bastone) e nejej (flagello), simboli dell’autorità reale e associati con il dio Osiride.
I resti di una corona d’oro e di un «un tessuto simile alla batista» vennero rinvenuti addosso alla mummia di Tutankhamon. Potrebbero essere ciò che resta del khat, il copricapo dei membri della famiglia reale che raccoglie i capelli come se fosse un sacco di stoffa, al quale erano stati cuciti un ureo (cobra) e un avvoltoio.

Un oggetto importante che segnalava la funzione di Tutankhamon come sovrano era il trono, un trono ricoperto d’oro da cima a fondo e riccamente decorato con vetro, faience e pietre incastonate.

Visto che uno degli obblighi di Tutankhamon come faraone era la difesa del regno, è normale che tra gli oggetti rinvenuti nella sua tomba si trovi un gran numero di armi, sia difensive (come scudi e corazze), sia offensive.

Ma forse il più sorprendente, per la sua semplicità e per la cura con cui probabilmente lo conservò lo stesso faraone, venne rinvenuto all’interno di una piccola bara chiusa dentro altri feretri: una ciocca di capelli della regina Tiy, la nonna di Tutankhamon.

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Tre cose da ricorda di Tutankhamon.

Governò tra 1333-1323 a.C., anni durante i quali spostò la capitale d’Egitto da Amarna a Tebe e ristabilì il culto del dio Amon.

Deve la sua fama alla scoperta della sua tomba, rimasta inviolata, avvenuta nel novembre 1922 ad opera di Howard Carter e George Herbert, V conte di Carnarvon e alla maledizione che avrebbe dovuto colpire chiunque avesse disturbato il sonno del faraone.

Nacque ad Amarna nel 1341 a.C. e morì a Memfi nel 1323 a.C. prima di aver compiuto 20 anni.

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