Disturbi intestinali in gravidanza: come riconoscerli e rimedi immediati

La gravidanza non è sempre quello stato di grazia raccontato da parenti, amiche e  conoscenti: l’aspetto fisico, il nostro approccio emotivo come il nostro benessere possono compromettere l’esperienza che stiamo vivendo. Molte di noi, ad esempio, soffrono di disturbi intestinali durante la gestazione, con la conseguenza di attraversare giornate particolarmente faticose. Altre, invece, soffrono di dolori articolari, altre ancora prendono troppo peso, e questo solo per riportare la casistica più comune in una gravidanza fisiologica.

La narrazione antica, che per fortuna si sta scardinando da circa un decennio, quello della gravidanza perfetta, della futura mamma in forma, bella, felice e senza ansie o fastidi alcuni, non ci aiuta nei casi suddetti. E questo, in quanto temiamo di essere le uniche a star male, a provare paura per il parto o ansia per quando il bambino verrà alla luce. Insomma, la leggenda che ci vuole supereroine invincibili dal momento del risultato positivo, può farci male ed è per questo che dobbiamo confortarci fra noi e parlare con il nostro/nostra ginecologo/a di fiducia che saprà indirizzarci e consigliarci nel modo più opportuno.

Ed è un ginecologo, il dottor Antonio Simone Laganà, che abbiamo interpellato in questo articolo per affrontare un tema che può pregiudicare il benessere delle donne in attesa:  i disturbi intestinali in gravidanza. Grazie al suo prezioso aiuto, capiremo quali sono i più comuni, quando sono più frequenti e come possiamo trattarli.

Disturbi intestinali nel primo trimestre

Il primo trimestre si contraddistingue per una fragilità particolare in quanto è con esso che sia livello emotivo che fisico cominciamo a capire che qualcosa nella nostra vista sta per cambiare per sempre. Ma anche per il feto è importantissima questa fase che, come sappiamo, è ahinoi anche contraddistinta per una maggiore possibilità di aborti. Questo non vuol dire che dobbiamo essere sempre in ansia, ma solo che sarà necessario cominciare ad ascoltare i segnali che ci manda il nostro corpo, come prima non abbiamo mai fatto.

Durante il primo trimestre gli ormoni della gravidanza cominciano a farsi sentire, anche attraverso episodi poco piacevoli come in caso delle comuni nausee mattutine o con l’altrettanto fastidioso sintomo di stitichezza.

Ma mentre per alcuni fenomeni, come appunto le nausee, si tratta di avere pazienza in quanto man mano, con il susseguirsi delle settimane, esse ci abbandoneranno, in caso di stitichezza, di disturbi gastrici o di intestino irritabile, dovremo aspettare la fine della gravidanza per poter tornare come stavamo prima. Questo non si traduce in una pacata resa in quanto, con qualche accorgimento, potremo, se non restituirli subito al mittente, almeno alleggerirli non poco.

Disturbi intestinali in gravidanza: come riconoscerli e rimedi immediati

Fonte: iStock

Quali sono, quali le cause ed i rimedi dei problemi intestinali

Disturbi intestinali in gravidanza: quali sono

Entriamo ora nel vivo dei disturbi intestinali che possono affliggerci durante la gravidanza, a cominciare dalle prime settimane di attesa.

“Durante la gravidanza, la donna può soffrire di disturbi sia gastrici che intestinali. I disturbi gastrici che si riscontrano spesso nelle gestanti possono esordire fin dai primi mesi con la sensazione di nausea, talvolta con vomito, la cui causa, secondo le teorie più accreditate, è collegata alla produzione da parte del trofoblasto (tessuto che dà origine alla placenta) di un ormone quale la gonadotropina corionica (beta-hCG).

Oltre a questi disturbi, che tendono a scomparire dopo il primo trimestre di gestazione, possono manifestarsi disturbi intestinali quali stitichezza, sensazione di pesantezza e gonfiore, difficoltà digestive. Queste ultime diventano ancora più frequenti nell’ultimo trimestre di gestazione, quando possono accentuarsi anche altri disturbi gastrici come acidità e bruciore di stomaco. Infine, talvolta, può presentarsi anche diarrea”.

Purtroppo, la conseguenza di questi disturbi intestinali può portare all’insorgere, a lungo andare, di un altro effetto ben poco piacevole: l’insorgere di emorroidi. Cosa che può accadere o peggiorare durante l’ultimo trimestre ed anche a causa della fase espulsiva. Per questo, a breve, vedremo alcuni accorgimenti da adottare per trattare i disturbi, evitandoci tutte le altre fastidiose conseguenze.

Le cause dei disturbi intestinali

“I disturbi intestinali nella donna in gravidanza sono dovuti principalmente ai cambiamenti a livello ormonale che avvengono nel periodo gestazionale. La stitichezza è dovuta all’aumento della produzione di progesterone, l’ormone che permette l’impianto dell’embrione nell’utero, che ha un’azione miorilassante e un effetto anche sulle fibre muscolari dell’intestino con conseguente rallentamento della peristalsi. Inoltre, l’aumento del fabbisogno di liquidi da parte dell’organismo con l’avanzare della gravidanza, fa sì che questi vengano estratti dall’intestino con il rischio di formazione di feci dure, rallentando ulteriormente la velocità del transito intestinale.

La sensazione di pesantezza e gonfiore, le difficoltà digestive, ma anche l’acidità gastrica, sono dovute sia ad una componente ormonale che meccanica, poiché l’aumento del volume dell’utero e l’accrescimento progressivo del feto esercitano una compressione su intestino e stomaco”.

Disturbi intestinali in gravidanza

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Quali sono, quali le cause ed i rimedi dei problemi intestinali

Trattamenti: cosa fare per aiutare l’intestino

Abbiamo visto, grazie a Laganà, quali sono le cause dei più comuni disturbi intestinali. Trovando radici nei cambiamenti ormonali della gravidanza non possiamo eliminarli ma certamente contrastarli e alleggerirli con alcune precauzioni che , tra l’altro, hanno più di un beneficio, da una più corretta ed adeguata dieta alimentare, ad uno stile di vita coerente con il nostro stato interessante ma comunque all’insegna del movimento, ed ovviamente ad un approccio psicologico più sereno, qualora un po’ di ansia, legittima, affliggesse alcune nostre giornate.

Lo stress psicologico aumenta con l’avvicinarci del traguardo, il pensiero su come faremo a gestire un nuovo equilibrio, la paura di essere o sentirsi sole, la preoccupazione di perdere il proprio lavoro, sono pensieri normali che possono avere bisogno di un supporto. Questo, a seconda i casi, si può ritrovare nel dialogo con il partner, con le amiche, con un esperto/a ma anche con una persona che ci aiuterà successivamente al parto, come una doula, il cui contatto va preso sin dalla metà della gravidanza.

“Durante la gravidanza, per contrastare tutti questi disturbi, è importante porre attenzione ad una adeguata alimentazione, ricca di fibre, come frutta fresca e secca, verdure, cereali integrali, legumi, idratarsi bevendo molta acqua, praticare attività fisica compatibilmente con lo stato di gestazione e dopo essersi consultate con il proprio ginecologo, non consumare pasti troppo abbondanti optando per spuntini leggeri suddivisi in più volte al giorno, assumere fermenti lattici che contribuiscono a mantenere l’equilibrio della flora batterica intestinale e valutare con il proprio ginecologo l’eventuale necessità di assumere integratori con elettroliti (calcio, magnesio) e multivitaminici. È sempre consigliabile consultare il proprio ginecologo che saprà indicare i corretti accorgimenti da seguire”.

Consigli da mettere in pratica sin da subito

Sintetizzando le parole del dottore, ecco quali possono essere i rimedi ai disturbi intestinali:

  • fare regolare attività fisica (dalle passeggiate all’attività in acqua)
  • avere una dieta variegata e ricca di frutta, verdura, cerali e legumi
  • fare più pasti/spuntini durante la giornata
  • bere molta acqua
  • limitare il consumo di caffè
  • assumere integratori (se prescritti)

Questi consigli valgono per tutti, come sappiamo e, qualora fossero lontani rispetti al nostro stile di vita, potrebbero essere messi in pratica al fine di cominciare ad operare un cambiamento, migliorando molti aspetti della quotidianità. La gravidanza, infatti, può essere occasione, per tutta la famiglia/coppia, di rivedere alcune abitudini, come quelle alimentari che poi ci torneranno utile durante lo svezzamento.

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