Creata un’intelligenza artificiale in grado di leggere la mente

Gli specialisti prevedono che la loro tecnologia potrà essere utilizzata per aiutare le persone che hanno perso la parola a causa di una malattia, come un ictus.

L’Università di Tecnologia di Sydney (Australia) ha riferito che un gruppo di ricercatori ha sviluppato un nuovo sistema portatile e non invasivo con la capacità di convertire i pensieri di una persona in parole scritte. Altri metodi utilizzati per tradurre i segnali cerebrali in testo richiedono interventi chirurgici invasivi che impiantano elettrodi nel cervello e, in alcuni casi, macchine per risonanza magnetica costose e ingombranti. Tali procedure non sono pratiche per l’uso quotidiano e spesso richiedono l’uso di tecniche di tracciamento oculare per trasformare i segnali cerebrali in parole. In uno studio recentemente pubblicato sul servizio di preprint arXiv, sono stati riportati i risultati ottenuti dopo aver utilizzato un nuovo programma basato sull’intelligenza artificiale (AI), chiamato DeWave, progettato per convertire le onde cerebrali delle persone in parole e frasi.

Creata un’intelligenza artificiale in grado di leggere la mente

I responsabili della ricerca hanno spiegato che i partecipanti leggevano in silenzio un testo indossando un berretto che registrava l’attività elettrica del loro cervello, utilizzando un elettroencefalogramma (EEG). Hanno anche affermato che una volta che DeWave ha compreso i segnali cerebrali, ha proceduto a collegarli con un modello linguistico di grandi dimensioni (LLM), simile a quello utilizzato dall’applicazione ChatGPT. “Questo LLM è come uno scrittore intelligente che può formare frasi“, ha detto lo scienziato Charles Zhou, uno dei coautori del lavoro. Il DeWave è stato addestrato dopo aver osservato un gran numero di esempi in cui le onde cerebrali corrispondono a frasi specifiche. Successivamente, sia il DeWave che il LLM sono stati formati insieme, con l’obiettivo di perfezionare la scrittura di frasi basate sui dati EEG. La precisione dei risultati è attualmente pari a circa il 40% sulla scala BLEU-1, che confronta la somiglianza della traduzione automatica con un insieme di traduzioni di riferimento di alta qualità. Tuttavia, gli scienziati sperano di migliorare questo tasso al livello dei programmi di traduzione linguistica convenzionale o di riconoscimento vocale, che è vicino al 90%. D’altro canto, gli specialisti prevedono che la loro tecnologia potrà essere utilizzata per aiutare le persone che hanno perso la parola a causa di una malattia, come ad esempio un ictus. Non è escluso un utilizzo in applicazioni robotiche basate sulla comunicazione tra uomo e macchina.

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