Covid-19 e bambini: l’infezione aumenta il rischio di diabete?

Se nelle prime fasi della pandemia sembrava che i più giovani venissero generalmente risparmiati dalla malattia Covid-19 e dall’infezione, la situazione con omicron pare cambiata. E gli esperti si stanno interrogando se ci possano essere (e eventualmente quali potrebbero essere) le conseguenze nel medio e lungo termine. Facendo eco ad alcune indagini europee sia nella popolazione adulta che pediatrica, i Centers for disease control and prevention statunitensi (Cdc) hanno condotto uno studio che ha messo in evidenza una correlazione statisticamente significativa tra l’infezione da Sars-Cov-2 e lo sviluppo di una forma di diabete nei minori di 18 anni. Tuttavia, qualora l’associazione venga confermata, i meccanismi patologici dovrebbero ancora essere chiariti.

Con Covid-19 il rischio di diabete aumenta

Per valutare le diagnosi di diabete (sia di tipo 1 sia di tipo 2) nei minori di 18 anni nel periodo pandemico, gli autori hanno preso in considerazione due diversi database assicurativi, aggiungendo un’ulteriore gruppo di controllo per infezioni respiratorie relative al periodo prepandemia. Hanno così potuto ricavare la prevalenza di diabete in pazienti che erano stati precedentemente infettati da Covid e in quelli che non si erano contagiati, confrontandola anche con quella successiva a infezioni non causate da Sars-Cov-2.

La differenza di rischio, scrivono i ricercatori, è risultata significativa in entrambi i set di dati: nei casi di Covid-19 il rischio di sviluppare una forma di diabete a 30 giorni dall’infezione è superiore, sebbene i tassi calcolati differiscano abbastanza tra loro ( circa +166% e +30%) – una discrepanza che potrebbe essere dovuta alla diversa modalità di classificazione dei casi.

Quali meccanismi?

L’indagine mostra dunque un’associazione tra l’infezione da coronavirus e una successiva diagnosi di diabete nei minori, ma non ne indaga le cause. I ricercatori dei Cdc non hanno distinto tra diagnosi di diabete di tipo 1 e di tipo 2 e riconoscono che i meccanismi eziopatologici potrebbero essere molto diversi. Il virus, per esempio, potrebbe attaccare direttamente le cellule del pancreas che esprimono i recettori Ace-2, oppure lo stato di forte infiammazione potrebbe alterare il metabolismo del glucosio o esasperare una condizione di prediabete preesistente. Una diagnosi di diabete di tipo 2, inoltre, potrebbe essere influenzata da altri fattori, come un aumento dell’indice di massa corporea esasperato dal cambio di abitudini durante il lockdown.

Insomma, c’è ancora tanto da indagare.

Riferimenti: Morbidity and Mortality Weekly Report, Cdc

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