Carne sintetica sì, carne sintetica no

Carne sintetica sì, carne sintetica no

Dallo scorso novembre ’23 una legge ha vietato la carne sintetica nel nostro Paese. Eppure in Europa lo scenario legislativo potrebbe cambiare, costringendo l’Italia ad adeguarsi.

  1. Perché oggi è di attualità?
  2. Cosa è la carne sintetica
  3. Come si produce la carne sintetica
  4. Impianti di produzione
  5. Carne sintetica e carne coltivata, sono davvero la stessa cosa?
  6. La carne sintetica è economica?
  7. La carne coltivata riduce veramente l’impatto ambientale
  8. La carne coltivata è sicura?
  9. Ne vale veramente la pena?

1- PERCHE’ OGGI E’ DI ATTUALITA’

Perché dopo il via libera da parte della Food and Drug Administration americana alla commercializzazione del pollo sintetico, entro poche settimane anche a livello europeo sono attese le domande di registrazione.

2 – COSA E’ LA CARNE SINTETICA

La carne sintetica è carne creata in laboratorio.
Si prelevano cellule da un animale vivo o da carne fresca, si estraggono le staminali, si fanno proliferare con un bioreattore simulando il procedimento che avviene naturalmente nel corpo di un animale e se ne lavorano le fibre muscolari.

Detta così non si capisce un gran che. Allora andiamo a vedere da più vicino come si produce.

3 – COME SI PRODUCE LA CARNE SINTETICA

Il primo passaggio consiste in una biopsia, che prevede il prelievo di un campione di tessuto dal muscolo dell’animale e l’isolamento delle cellule staminali.
Queste sono cellule indifferenziate sono in grado di trasformarsi nei principali tessuti di un organismo. Ogni cellula, del mondo animale o vegetale, possiede nel proprio DNA tutte le istruzioni necessarie per ricreare tessuti, apparati e l’intero organismo. Quando una cellula si specializza in un ruolo specifico, diventando ad esempio una cellula del fegato o una cellula del cuore, essa starà sfruttando solo alcune parti del suo materiale genetico, bloccando invece le informazioni non necessarie a svolgere il suo ruolo.

Tutto questo processo è detto differenziazione cellulare. In parole povere si prelevano le cellule staminali, perché non hanno ancora deciso in cosa differenziarsi e quindi possono facilmente diventare nuovo tessuto muscolare (che costituisce la carne stessa).

Una volta prelevate, queste cellule verranno alimentate con un siero di coltura animale o vegetale, che ne garantirà il corretto sviluppo.

La terza fase è quella del bioreattore.
Questo è un macchinario utilizzato in campo farmaceutico, che utilizza principi complessi di coltivazione cellulare e di ingegneria dei tessuti, che permette alle cellule prelevate di crescere e riprodursi.
Questa è la parte del processo di produzione più costosa in termini economici ed energetici.

Una volta che le cellule si sono riprodotte, vengono posizionate su stampi chiamati “scaffold”, che permettono lo sviluppo tridimensionale della carne sintetica e il differenziamento in tessuti connettivi, muscoli e grassi, che uniti insieme danno il tipico sapore alla carne che si mangia.

Ad oggi non si riesce a realizzare una bistecca vera e propria, ma si è arrivati ad ottenere polpette o hamburger.

4 – IMPIANTI DI PRODUZIONE

La Believer Meats ha appena inaugurato un centro per la produzione e commercializzazione di carne coltivata negli Stati Uniti – notoriamente grandissimi consumatori di carne di ogni tipo – nella contea di Wilson (Carolina del Nord). Un impianto da 18mila metri quadrati, attualmente il più grande al mondo.

Ora se una stalla per bovini da carne richiede in media 3-5 mq/capo, su 18.000 mq ci starebbero ben 6000 capi, per una produzione nettamente superiore in quantità di carne sintetica prodotta.

5 – CARNE SINTETICA E CARNE COLTIVATA SONO LA STESSA COSA?

Spesso si sentono utilizzare come fossero sinonimi le espressioni “carne sintetica” e “carne coltivata”, ma sono davvero la stessa cosa? Per l’Organizzazione mondiale della Salute non ci sono dubbi: si dovrebbe parlare sempre di “carne coltivata in laboratorio”. 

Non si tratta di carne sintetica, perché la biologia sintetica è quella che parte da elementi non vitali, inanimati, per creare invece la vita, cosa che nel processo in questione non accade.
Nel processo di produzione, la modalità di sviluppo di tessuti è extra-corporea, esattamente come la fecondazione in vitro che viene denominata “artificiale” dalle norme.

6 – LA CARNE SINTETICA E’ ECONOMICA?

L’investimento iniziale per realizzare l’impianto della Believer Meats è stao di 123,35 milioni di dollari.
A questo va aggiunto l’elevato prezzo necessario per trasformare e differenziare una singola cellula in un hamburger sintetico.

A titolo di esempio un hamburger di pollo sintetico negli Usa costa 10 dollari, un hamburger normale di pollo 1,89 euro (conad),
Fate voi.

7 – LA CARNE COLTIVATA RIDUCE VERAMENTE L’IMPATTO AMBIENTALE?

Attualmente non ci sono studi che mettano a confronto in modo analitico e non di parte, gli eventuali effetti positivi che la produzione di carne sintetica potrebbe avere sull’ambiente a lungo termine.

La proliferazione di cellule necessita del controllo di antibiotici e antimicotici.

La crescita di tessuti all’esterno del corpo avviene poi su dei substrati che devono essere interamente privi di tossine ambientali e il costo di questa purificazione è elevato, sia in termini economici che energetici.

Per dare un’idea della portata secondo la letteratura scientifica, per produrre un chilo di carne artificiale si emetterebbero 9 chili di CO2, usando soltanto antibiotici e senza substrati purificati. Cifre che uguagliano il livello di emissioni prodotte con la carne naturale.

8 – LA CARNE COLTIVATA E’ SICURA?

C’erano già molti dubbi e perplessità su questi prodotti, e adesso i risultati di recenti metanalisi confermano che la sicurezza è molto lontana dall’essere raggiunta: un elenco di ben 53 pericoli per la salute spicca nelle tabelle conclusive. Tra questi possiamo leggere la contaminazione con metalli pesanti, microplastiche e nano plasticheallergeni che possono causare delle gravi reazioni allergiche, come gli ingredienti aggiunti come additivi per migliorare il sapore e la consistenza di questi prodotti, contaminanti chimici, componenti tossici e antibiotici

Gli esperti della FAO e OMS hanno convenuto che molti di questi pericoli sono già esistenti in altri alimenti prodotti convenzionalmente e sono ad oggi gestibili, come la trasmissione di malattie, le infezioni e la contaminazione microbica. Altri invece potrebbero essere particolarmente gravi e inaccettabili per la salute umana, come i potenziali effetti cancerogeni di questi prodotti.

9 – NE VALE VERAMENTE LA PENA?

  • Per gli ambientalisti l’unica alternativa praticabile per contrastare il degrado ambientale e il cambiamento climatico è quella di cambiare la carne senza rinunciare alla carne.
  • Dal punto di vista della sicurezza non esistono ancora standard sull’assenza di contaminazioni biologiche, chimici e fisici. 
  • Il sapore della «bistecca» per ora è lontanamente raggiungibile.
  • I produttori fanno leva sulla sempre più elevata richiesta di alimenti fonte di proteine.

L’indagine Coldiretti-Censis diffusa al Cibus di Parma ha certificato come l’84 % degli italiani intervistati sia contrario al consumo di alimenti come carne, pesce e latte sintetici.

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